Neoboletus xanthopus (Klofac & A. Urb.) Klofac & A. Urb.

Descrizione:
Cappello 5-15 cm, carnoso, convesso, poi appianato; cuticola opaca, asciutta, finemente tomentosa, di colore ocraceo, giallo-ocraceo pallido abbastanza uniforme. Margine regolare.
Imenoforo formato da tubuli e pori: tubuli lunghi, fini, adnati e quasi liberi al gambo, di colore giallo; pori piccoli, tondi, gialli, talvolta giallo-aranciati in prossimita' del gambo, viranti al blu al tatto.
Gambo 2-10 x 3-5 cm, robusto, cilindrico-bulboso, giallo, ornamentato da granulosita' concolori gialle; talvolta verso la zona basale del gambo le granulosita' assumono tonalita' rosso-aranciato; reticolo assente. Le zone contuse virano al blu'.
Carne soda, gialla, virante al blu in sezione, odore non forte, gradevole, un po' acidulo; sapore dolce.
Sporata in massa di colore marrone-olivastro.

Microscopia:
Spore lisce, da subfusiformi a ellissoidali, vacuolate, apicolo non molto evidente, misure rilevate 11.89-15.04 x 5-6 micron .

Nota. Altri boleti condividenti l'habitat erano: Leccinellum lepidum (vedi scheda Leccinum lepidum) e Neoboletus luridiformis (vedi scheda Boletus erythropus=Neoboletus luridiformis), quest'ultimo nella sua forma piuttosto tipica (cuticola vellutata, marrone-scuro, pori rossi, gambo privo di reticolo e ornamentato da fini granulazioni rosse).
Leccinellum lepidum si differenzia facilmente per la cuticola rugosa, viscoso-untuosa a tempo umido ed il viraggio della carne al rosa-rosso.
Per la presenza diffusa di B.erythropus si e' pensato percio' a Boletus erythropus subsp. discolor, una forma ecologica giallastra di B.erythropus relativamente frequente in ambiente mediterraneo.
Grazie a Matteo Gelardi si e' infine arrivati alla corretta determinazione: "direi che collima piuttosto bene con Neoboletus xanthopus, la colorazione dei pori e' pallido aranciata su diversi esemplari e anche l'habitat coincide".
Neoboletus xanthopus, pur correlato con Boletus erythropus subsp. discolor per l'aspetto somigliante, a seguito di studi molecolari (DNA) si e' dimostrato essere una nuova specie di boletacea ed e' tipico degli ambienti termofili mediterranei.

Nota 2. da Index Fungorum no. 192 la definizione del nuovo Genere Neoboletus:
Neoboletus Gelardi, Simonini & Vizzini
Basidiome stipitate-pileate with tubular hymenophore, epigeal, evelate; pileus convex to applanate, bay-brown, date-brown,olive-brown, reddish-brown to blood red, ochraceous or yellow, opaque, dry, velvety to subtomentose; hymenophore poroid,adnate or slightly depressed around stipe apex; tubes yellow to olivaceous-brown; pores reddish-orange, blood red toreddish-brown, yellowish-orange or yellow; stipe central, solid, yellowish, ornamented by conspicuous reddish to reddish-brown or yellow punctuations throughout or at least in the upper part, sometimes reticulate, with or without strigose base; context firm, pale yellow to bright yellow; tissues quickly turning dark blue when injured or exposed; taste mild; spore print olive-brown;basidiospores smooth, subfusiform to ellipsoidal to ellipsoidal-fusoid; pleuro-, cheilo- and caulocystidia present; pileipellis a subparallel or interwoven trichoderm tending to a cutis; hymenophoral trama bilateral-divergent of the Boletus-type; lateral stipe stratum of the boletoid type under a fertile caulohymenium; clamp connections absent; stipe context inamyloid; ontogenetic development gymnocarpic. Etymology: the epithet neoboletus (neo= new) is derived from Latin and refers to the morphological affinities of the new genus with the other boletoid genera.
Holotype: Boletus luridiformis Rostk. 1844.

Habitat: lecceta, subcespitoso o gregario, in gruppi, in autunno.

Ritrovamento in provincia di Oristano.

Commestibilita' non accertata.