Amanita sp. nov.

Amanita sez. Vaginatae Quel. ancora in fase di studio.

Si presenta come un'amanita di buone dimensioni, cappello fino a 110 mm, dapprima globoso-emisferico poi disteso, umbonato, di colore molto pallido, crema-grigiastro, con margine brevemente striato (meno di 5 mm nell'exsiccatum), liscio o con un solo grande residuo bianco-ruggine di velo membranoso al disco. Lamelle fitte, spesse, bianco-crema, libere, in un basidioma con riflesso rosa al margine. Gambo 110-150 x 10-20, robusto e slanciato, clavato ma non bulboso, bianco, senza screziature ma con fioccosita' biancastre nella parte mediana, tracce di un pseudoanello verso la base in un esemplare. Volva ampia, strettamente inguainate, membranosa, saccata, all'interno bianca, nella faccia esterna ocracea con nette sfumature ruggine. Carne immutabile, con odore nullo.

Habitat in zona erbosa aperta, con Ferula communis e rade roverelle, prov. di Oristano.

Al momento Marco Contu pensa che ci troviamo di fronte ad Amanita separata Contu = Amanita pseudolactea Contu. Resta da verificare in successive raccolte la costanza di alcuni caratteri microscopici nonche', tra i caratteri macro, il pallore cuticolare ed il colore ocra-ruggine della superfice esterna volvare.

Quello che segue e' lo studio microscopico di Marco Contu:

Spore 10.5-13.5 x 8.5-10.5 micron, ialine, subglobose, largamente ellissoidali o francamente ellissoidali, di rado allungate, con parete sottile e piccole guttule oleose sparse, apicolo non del tipo umbrinolutea. Basidi in media 45-60 x 12-15 micron, tetrasporici, clavato-utricolati, banali per una Vaginatae; subimenio composto frequentmente da una cellula allargata basale sormontante una catena di cellule allungate ma spesso anche interamente composto da catene di ife allungate, giunti a fibbia assenti, proliferated clamps o pseudofibbie presenti; trama dell'imenoforo bilaterale, banale. Cellule marginali comuni, in clusters, catenulate, piu' raramente plurisettate, clavate o piroformi o sferopeduncolate, tipicamente piccole e larghe in media 18-28 micron, ialine, a parete sottile ma non facilmente collassanti. Rivestimento pileico composto, in superficie, da una spessa ixocutis di ife ialine intrecciate larghe 1-3.5 micron, pileipellis formata da un intreccio di ife cilindriche caoticamente intrecciate, larghe 3-15 micron, con numerose oleifere di medie dimensioni. Residui di velo sul cappello composti da ife cilindriche allungate, larghe 3-8 micron, sferociti rari o molto isolati, assolutamente minoritari. Sacco volvare alla base del gambo composto da un coacervo di ife cilindriche filamentose larghe 3-11 micron e sferociti di medio-piccole dimensioni (larghi in media 18-30 micron, al massimo 38 micron), cilindrociti rari o molto rari, tracce di gelificazione non viste.

Oss. - La presenza di residui di velo parziale verso la base del gambo in un esemplare (questo velo NON e' composto dagli elementi allargati che si trovano sul taglio lamellare, i quali hanno natura di vere e proprie cellule marginali, come attesta il fatto che esse sono pedicellate e affondano nel subimenio), il margine pileico solo brevemente striato, i basidi di rado eccedenti i 60 micron, le cellule marginali piccole come gli sferociti del velo indicano chiaramente che questo fungo appartiene al complesso di A. lividopallescens e precisamente al gruppo di taxa a spore allungate e velo filamentoso, dei quali il capostipite e' A. separata Contu (= A. pseudolactea Contu-typus non altre raccolte = A. albogrisecens Contu, sinonimi biologici accertati con il DNA). Quest'ultima, tuttavia, differisce nettamente per le colorazioni del cappello, grigio-brune o bruno-isabella tendenti al grigio-perla o anche grigio cenere, grigio-argentee o grigio-bistro poco impallidenti (taxa con simili inusuali colorazioni, visti in Gallura, apparentemente molto diversi, si sono rivelati essere biologicamente identici al tipo di A. separata, la quale puo' quindi, assumere spesso un aspetto simile ad A. mairei, con la quale deve essere stata spesso confusa in passato anche se A. mairei e' tipica delle pinete costiere e non cresce sotto latifoglie, fino a prova contraria - il raffronto fra le sequenze del DNA ha provato che separata e mairei sono biologicamente distinte), il margine piu' lungamente striato, la volva bianca e mai sporca di ruggine e le spore mediamente piu' strette. A. magnivolvata ha certo velo tendente al bruno-ruggine ma possiede colori piu' bruno-olivastri, ha pargine pileico con striature ben piu' lunghe manca del pseudoanello stipatale, ha spore piu' strette, basidi piu' allungati, cellule marginali piu' larghe e subimenio sempre filamentoso.
Pertanto, allo stato, personalmente ritengo che la raccolta appartiene ad una specie ancora non descritta e che questa specie vada ricercata ancora nella stazione di ritrovamento per apprezzare la variabilita' dei colori e verificare se sono sempre cosi' pallidi come pure per verificare la costanza del viraggio al bruno-ruggine del velo.

Habitat fedele del ritrovamento...